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Aerosolterapia: a cosa serve, farmaci e tipi di aerosol
L'aerosolterapia è una modalità di somministrazione di farmaci e soluzioni direttamente attraverso le vie respiratorie. È una pratica molto conosciuta e utilizzata sia negli adulti sia nei bambini, soprattutto quando è necessario portare una sostanza nelle vie aeree.
Il termine "aerosol" viene però spesso utilizzato in modo generico per indicare qualsiasi apparecchio che nebulizza un liquido. In realtà, è importante distinguere tra la semplice nebulizzazione di una soluzione fisiologica e la vera terapia inalatoria con farmaci prescritti.
L'efficacia del trattamento dipende infatti da diversi fattori: il principio attivo utilizzato, la formulazione, la dimensione delle particelle prodotte, il tipo di nebulizzatore, l'interfaccia utilizzata, la tecnica respiratoria e la capacità del paziente di eseguire correttamente il trattamento.
Quali sono le principali problematiche respiratorie
Le patologie respiratorie sono molto diverse tra loro e possono interessare le alte vie respiratorie, come naso e faringe, oppure le basse vie respiratorie, come bronchi e polmoni.
Tra i disturbi più comuni troviamo:
- raffreddore e infezioni delle alte vie respiratorie;
- rinite;
- sinusite e rinosinusite;
- laringite;
- bronchite;
- bronchiolite;
- asma;
- broncopneumopatia cronica ostruttiva, o BPCO;
- alcune forme di tosse associate a patologie delle vie respiratorie;
- alcune patologie respiratorie croniche che richiedono farmaci inalatori specifici.
Non tutte queste condizioni devono essere trattate con aerosol.
Il fatto che un apparecchio sia in grado di nebulizzare una soluzione non significa infatti che la nebulizzazione sia automaticamente indicata per qualsiasi disturbo respiratorio.
La scelta della terapia deve essere effettuata in funzione della diagnosi e del tipo di sintomo o patologia.
In quali periodi dell'anno aumentano i problemi respiratori
Le problematiche respiratorie non sono distribuite uniformemente durante l'anno.
L'autunno e l'inverno rappresentano generalmente il periodo in cui aumentano molte delle infezioni respiratorie virali.
L'influenza, per esempio, nelle regioni temperate presenta generalmente epidemie stagionali soprattutto durante l'inverno. Nell'emisfero settentrionale la stagione influenzale si colloca indicativamente tra ottobre e marzo, anche se il periodo e l'intensità possono variare ogni anno.
Anche il virus respiratorio sinciziale, o RSV, presenta una marcata stagionalità nei Paesi a clima temperato, con una maggiore circolazione generalmente nei mesi freddi. In Europa il periodo di maggiore attività è tipicamente compreso tra autunno e primavera.
Durante questi mesi aumentano quindi raffreddore, influenza, infezioni respiratorie e riacutizzazioni di alcune patologie croniche.
La primavera presenta invece una caratteristica diversa: per le persone predisposte alla rinite allergica, l'aumento dei pollini può determinare congestione nasale, starnuti, secrezioni e irritazione delle mucose.
Questo significa che il periodo dell'anno può influenzare il tipo di problema respiratorio, ma non determina automaticamente la necessità di utilizzare un aerosol.
Che cos'è l'aerosolterapia
L'aerosolterapia consiste nel trasformare una soluzione o una sospensione contenente un principio attivo in un insieme di piccole particelle che possono essere inalate.
Il nebulizzatore produce quindi un aerosol di goccioline che il paziente respira attraverso una mascherina o un boccaglio.
La dimensione delle particelle è particolarmente importante.
In generale, particelle più piccole possono raggiungere più profondamente le vie respiratorie, mentre particelle più grandi tendono a depositarsi maggiormente nelle vie aeree superiori e centrali. Le linee guida ERS riportano, come indicazione generale, che aerosol inferiori a circa 5 micrometri possono raggiungere più facilmente le regioni periferiche delle vie respiratorie, mentre particelle intorno ai 5 micrometri tendono a depositarsi maggiormente nelle vie aeree centrali.
Questo è uno dei motivi per cui non tutti gli aerosol sono equivalenti.
Aerosol e lavaggio delle vie respiratorie: non sono la stessa cosa
È importante distinguere l'aerosolterapia dai lavaggi nasali.
Nel lavaggio nasale, l'obiettivo principale è detergere le cavità nasali e rimuovere muco, secrezioni e particelle.
Nell'aerosolterapia, invece, il dispositivo genera particelle inalabili destinate a raggiungere le vie respiratorie, dove può essere depositato il principio attivo.
Esistono naturalmente dispositivi che possono essere utilizzati con accessori specifici per entrambe le esigenze, come alcune docce nasali collegate agli apparecchi per aerosol, ma le due modalità di trattamento non devono essere considerate equivalenti.
Quali farmaci vengono somministrati con l'aerosol
I farmaci utilizzabili attraverso un nebulizzatore dipendono dalla patologia e dalla specifica formulazione.
Tra le principali categorie troviamo:
Broncodilatatori
Sono farmaci utilizzati soprattutto nelle patologie caratterizzate da broncocostrizione, come l'asma e la BPCO.
Tra i principi attivi che possono essere somministrati per via nebulizzata rientrano, in determinate formulazioni, i beta2-agonisti e gli anticolinergici.
I broncodilatatori aiutano a ridurre la costrizione delle vie aeree e a migliorare il flusso d'aria.
La terapia nebulizzata con broncodilatatori può essere utilizzata in particolari situazioni, ma non è automaticamente superiore agli inalatori predosati o ad altri dispositivi inalatori. Le linee guida ERS riportano infatti che, quando utilizzati correttamente, inalatori e nebulizzatori possono ottenere un'efficacia broncodilatatrice comparabile in determinate situazioni.
Corticosteroidi inalatori
I corticosteroidi possono essere utilizzati per ridurre l'infiammazione delle vie respiratorie in alcune patologie.
Esistono specifiche formulazioni destinate alla nebulizzazione, ma non tutti i corticosteroidi o tutte le formulazioni possono essere utilizzati con qualsiasi apparecchio.
È quindi fondamentale utilizzare esclusivamente il medicinale e la modalità di somministrazione prescritti.
Le linee guida ERS evidenziano inoltre che, per alcune indicazioni, il corticosteroide somministrato attraverso un inalatore con distanziatore può rappresentare un'alternativa efficace alla nebulizzazione.
Soluzioni saline
La soluzione fisiologica può essere nebulizzata per umidificare le vie respiratorie e, in determinate situazioni, contribuire a fluidificare le secrezioni.
Non bisogna però confondere la nebulizzazione di soluzione fisiologica con una terapia farmacologica vera e propria.
Il fatto che una soluzione venga nebulizzata non significa che abbia un'azione farmacologica specifica sulla causa della malattia.
Mucolitici
Esistono principi attivi con azione mucolitica che possono essere utilizzati per favorire la gestione delle secrezioni respiratorie in determinate condizioni.
La possibilità di nebulizzare un mucolitico dipende però dalla specifica formulazione e dalle indicazioni del prodotto.
Non è corretto utilizzare autonomamente qualsiasi sciroppo o formulazione orale all'interno dell'ampolla dell'aerosol.
Antibiotici
Esistono anche antibiotici formulati specificamente per la somministrazione inalatoria.
Si tratta tuttavia di terapie particolari, utilizzate in condizioni selezionate e sotto precisa indicazione medica.
Non bisogna mai utilizzare un antibiotico destinato alla somministrazione orale o iniettiva all'interno dell'apparecchio aerosol se non esiste una specifica formulazione e indicazione per la nebulizzazione.
Le linee guida ERS evidenziano che alcuni antibiotici possono richiedere sistemi di nebulizzazione specifici per ottenere una corretta erogazione.
Quali tipi di aerosol esistono
I nebulizzatori possono essere classificati principalmente in tre grandi categorie:
- aerosol pneumatici o a pistone;
- aerosol a ultrasuoni;
- aerosol a membrana vibrante, o mesh.
Ognuna di queste tecnologie presenta caratteristiche differenti.
Aerosol a pistone o pneumatico
Aerosol micro-compressore Aer Compact
È il tipo di aerosol più tradizionale e diffuso.
Un compressore genera un flusso d'aria che attraversa l'ampolla contenente la soluzione. Il flusso d'aria frammenta il liquido e produce le goccioline che vengono successivamente inalate.
Questa tecnologia viene anche chiamata nebulizzatore pneumatico o jet nebulizer.
Aerosol a Pistone Aer Intensive
È una tecnologia molto versatile e può essere utilizzata con numerose formulazioni destinate alla nebulizzazione.
Per questo motivo gli aerosol a pistone rappresentano spesso una scelta pratica per l'uso domestico quando il medico prescrive una terapia inalatoria.
Uno dei principali svantaggi è rappresentato dal rumore prodotto dal compressore.
Inoltre, alcuni apparecchi possono avere tempi di nebulizzazione relativamente lunghi.
La qualità del trattamento non dipende però soltanto dal fatto che l'apparecchio sia "a pistone": anche la qualità dell'ampolla, il flusso, la dimensione delle particelle e l'intero sistema di nebulizzazione influenzano la quantità di farmaco effettivamente inalata.
Aerosol a ultrasuoni
Gli aerosol a ultrasuoni utilizzano un cristallo piezoelettrico che vibra ad alta frequenza.
Le vibrazioni vengono trasferite alla soluzione e provocano la formazione delle goccioline che costituiscono l'aerosol.
Questi apparecchi possono essere più silenziosi e, in alcune condizioni, più rapidi rispetto ai nebulizzatori pneumatici.
Presentano però un'importante limitazione: non tutte le formulazioni possono essere utilizzate con un nebulizzatore a ultrasuoni.
Le vibrazioni possono inoltre provocare un aumento della temperatura della soluzione e alcune sospensioni o molecole particolarmente sensibili possono non essere compatibili con questa tecnologia. L'ERS segnala, ad esempio, che i nebulizzatori ultrasonici convenzionali non sono adatti alla somministrazione di alcune sospensioni e possono alterare alcuni farmaci sensibili al calore.
Per questo motivo non è corretto scegliere un aerosol a ultrasuoni semplicemente perché è più silenzioso o più veloce.
Bisogna verificare la compatibilità con il medicinale prescritto.
Aerosol a membrana vibrante
I nebulizzatori mesh, chiamati anche a membrana vibrante, rappresentano una tecnologia più recente.
Il liquido viene fatto passare attraverso una membrana dotata di microscopici fori che vibra ad alta frequenza, generando l'aerosol.
Questi dispositivi sono generalmente:
- molto silenziosi;
- compatti;
- facilmente trasportabili;
- spesso più rapidi dei sistemi pneumatici tradizionali.
L'assenza del compressore rende inoltre possibile realizzare dispositivi particolarmente piccoli e adatti all'utilizzo fuori casa.
Anche in questo caso, tuttavia, la compatibilità con il farmaco è fondamentale. Le caratteristiche del mesh, la formulazione e la sospensione utilizzata possono influenzare la quantità di farmaco effettivamente nebulizzata.
Quale aerosol scegliere?
Non esiste una risposta unica.
La scelta dovrebbe partire dalla terapia da effettuare, non dal dispositivo più moderno o più costoso.
Aerosol a pistone
Può essere una scelta versatile per:
- uso domestico;
- numerose terapie farmacologiche nebulizzate;
- adulti e bambini;
- trattamenti nei quali il rumore non rappresenta un problema.
È particolarmente interessante quando si cerca un dispositivo robusto e compatibile con un'ampia gamma di formulazioni, sempre verificando le indicazioni del produttore.
Aerosol a ultrasuoni
Può essere interessante quando:
- il basso rumore è una priorità;
- si utilizzano soluzioni compatibili con questa tecnologia;
- si desidera una nebulizzazione rapida.
Non deve però essere scelto automaticamente per qualsiasi farmaco, perché alcune formulazioni non sono compatibili con gli ultrasuoni.
Aerosol mesh
Aerosol senza fili Prontex Mesh
È particolarmente interessante quando:
- si cerca un dispositivo silenzioso;
- si desidera un apparecchio compatto;
- si deve viaggiare frequentemente;
- è importante ridurre i tempi di trattamento.
Anche in questo caso bisogna verificare attentamente la compatibilità con la soluzione o il farmaco da nebulizzare.
Aerosol per bambini: cosa bisogna considerare
Nei bambini la scelta dell'apparecchio deve tenere conto non solo delle caratteristiche tecniche, ma anche della capacità del bambino di collaborare.
Il rumore di un compressore può essere fastidioso per alcuni bambini, soprattutto nei primi anni di vita.
Un dispositivo silenzioso può quindi migliorare la collaborazione, ma la silenziosità non deve diventare il criterio principale se il dispositivo non è compatibile con la terapia prescritta.
Anche la scelta tra mascherina e boccaglio è importante.
Nei bambini piccoli la mascherina può essere necessaria perché il bambino non è ancora in grado di utilizzare correttamente il boccaglio.
Quando il paziente è abbastanza grande da collaborare, il boccaglio può consentire una somministrazione più mirata del farmaco alle vie respiratorie inferiori.
In ogni caso, la mascherina deve aderire correttamente al viso per limitare la dispersione dell'aerosol.
Aerosol e mascherina: attenzione alla tecnica
La tecnica di utilizzo è una parte essenziale della terapia.
Una mascherina non correttamente posizionata può disperdere una parte dell'aerosol nell'ambiente invece di permettere al paziente di inalarlo.
Questo aspetto è particolarmente importante quando vengono nebulizzati corticosteroidi.
Le linee guida ERS suggeriscono, quando possibile, di preferire il boccaglio per alcuni farmaci e di limitare l'esposizione della pelle e degli occhi ai corticosteroidi nebulizzati.
Dopo la somministrazione di alcuni corticosteroidi inalatori può inoltre essere consigliato risciacquare la bocca, secondo le indicazioni del medicinale.
Quanto dura una seduta di aerosol?
Non esiste una durata universale.
Il tempo necessario dipende da:
- quantità di soluzione;
- farmaco utilizzato;
- tipo di nebulizzatore;
- velocità di nebulizzazione;
- caratteristiche dell'apparecchio;
- tecnica respiratoria.
Un dispositivo più efficiente può ridurre il tempo necessario per una seduta senza necessariamente ridurre la quantità di farmaco che raggiunge le vie respiratorie. L'ERS sottolinea infatti che l'efficienza del sistema nebulizzatore può influenzare significativamente la dose effettivamente erogata.
Per questo non bisogna modificare autonomamente la quantità di farmaco o la durata del trattamento per cercare di "finire prima".
Aerosol e soluzione fisiologica: quando viene utilizzata?
La soluzione fisiologica può essere nebulizzata anche in assenza di un farmaco.
In questo caso l'obiettivo non è trattare direttamente una specifica patologia con un principio attivo, ma umidificare le vie respiratorie e, in determinate situazioni, favorire la fluidificazione delle secrezioni.
È importante però evitare di attribuire alla semplice soluzione fisiologica proprietà terapeutiche che non possiede.
Se il medico ha prescritto un farmaco, la soluzione fisiologica non deve essere considerata automaticamente un suo sostituto.
Aerosol e raffreddore: serve sempre?
No.
Il raffreddore comune è nella maggior parte dei casi un'infezione virale che tende a risolversi spontaneamente.
La nebulizzazione di soluzione fisiologica può essere utilizzata in alcune situazioni come supporto per l'idratazione delle vie respiratorie, ma non significa che l'aerosol sia necessario per guarire dal raffreddore.
Lo stesso principio vale per molte infezioni respiratorie virali stagionali.
L'influenza, per esempio, è causata da virus influenzali e nella maggior parte dei casi viene gestita con trattamento sintomatico e riposo; nei soggetti ad alto rischio possono essere indicati farmaci antivirali secondo valutazione medica.
Aerosol e bronchite
La bronchite può avere cause diverse e nella maggior parte dei casi acuti è associata a infezioni virali.
Per questo non è corretto pensare che "bronchite = aerosol con antibiotico".
Il trattamento dipende dalla causa e dalla presenza di broncospasmo, secrezioni, patologie preesistenti e altri fattori clinici.
In alcune situazioni il medico può prescrivere broncodilatatori, corticosteroidi o altri farmaci inalatori, ma la scelta deve essere individualizzata.
Aerosol e asma
L'asma è una patologia caratterizzata da infiammazione cronica delle vie respiratorie e da una variabile limitazione del flusso espiratorio.
I farmaci inalatori rappresentano uno degli strumenti principali della terapia.
Il nebulizzatore può essere utilizzato in determinate circostanze, soprattutto quando il paziente non riesce a utilizzare correttamente altri dispositivi o durante alcune situazioni acute.
Non significa però che l'aerosol tradizionale sia sempre la terapia migliore per l'asma.
Quando un inalatore predosato viene utilizzato correttamente, eventualmente con distanziatore, può essere altrettanto efficace in determinate situazioni.
Aerosol e BPCO
Anche nella BPCO possono essere utilizzati farmaci inalatori, soprattutto broncodilatatori.
La nebulizzazione può essere presa in considerazione in determinate circostanze, ad esempio quando il paziente presenta difficoltà nell'utilizzare correttamente altri dispositivi.
La scelta deve però essere effettuata dal medico sulla base della situazione clinica e della terapia prescritta.
Come pulire l'apparecchio per aerosol
La pulizia dell'apparecchio è fondamentale.
Dopo ogni utilizzo devono essere seguite le istruzioni del produttore per:
- smontare i componenti lavabili;
- eliminare i residui di soluzione;
- lavare e asciugare correttamente le parti previste;
- mantenere puliti mascherina e boccaglio;
- sostituire periodicamente i componenti secondo le indicazioni.
Il compressore non deve essere immerso nell'acqua.
Particolare attenzione deve essere riservata all'ampolla nebulizzatrice, perché eventuali residui possono compromettere il corretto funzionamento del dispositivo.
Nei sistemi mesh la pulizia è ancora più importante: la membrana presenta aperture microscopiche che possono ostruirsi con residui di farmaco o soluzione. La letteratura ERS evidenzia infatti che pulizia e disinfezione possono influenzare le prestazioni di questi dispositivi.
Errori da evitare durante l'aerosolterapia
Tra gli errori più comuni troviamo:
- utilizzare farmaci non prescritti;
- inserire nell'ampolla prodotti non destinati alla nebulizzazione;
- utilizzare oli essenziali senza una specifica indicazione e compatibilità;
- scegliere il nebulizzatore senza verificare la compatibilità con il medicinale;
- utilizzare una mascherina non aderente;
- interrompere il trattamento prima del termine senza indicazione;
- modificare autonomamente dose o quantità di soluzione;
- non pulire correttamente l'apparecchio;
- utilizzare lo stesso accessorio senza adeguata igiene tra persone diverse.
Un aerosol domestico non trasforma qualsiasi sostanza liquida in un farmaco inalabile.
Questa è una delle regole più importanti da ricordare.
Aerosolterapia: la scelta dipende dalla terapia
La tecnologia dell'apparecchio è importante, ma non deve essere l'unico criterio di scelta.
Prima di acquistare un nebulizzatore è opportuno chiedersi:
Quale farmaco devo nebulizzare?
Per quale patologia?
È destinato a un adulto o a un bambino?
Il paziente riesce a utilizzare il boccaglio?
Quanto è importante la silenziosità?
È necessario trasportare frequentemente l'apparecchio?
Il dispositivo è compatibile con la formulazione prescritta?
Solo dopo aver risposto a queste domande è possibile scegliere la tecnologia più adatta.
Conclusioni
L'aerosolterapia rappresenta una modalità importante di somministrazione dei farmaci nelle patologie respiratorie, ma non deve essere considerata una terapia universale per tosse, raffreddore o influenza.
L'aerosol può essere utilizzato per somministrare specifici broncodilatatori, corticosteroidi, mucolitici, alcune soluzioni saline e, in particolari condizioni, farmaci antibiotici o altre formulazioni destinate all'inalazione.
La scelta del dispositivo è altrettanto importante: gli aerosol a pistone sono versatili e ampiamente utilizzati; gli ultrasuoni sono silenziosi e rapidi ma presentano limitazioni per alcune formulazioni; i dispositivi mesh sono compatti, silenziosi e moderni, ma richiedono particolare attenzione alla compatibilità con il farmaco e alla manutenzione.
Durante l'autunno e l'inverno aumentano molte infezioni respiratorie, mentre la primavera può rappresentare un periodo particolarmente problematico per chi soffre di allergie respiratorie.
La regola fondamentale rimane comunque una: non è l'apparecchio a determinare la terapia, ma la terapia a determinare quale apparecchio utilizzare.
Per questo, quando viene prescritto un farmaco da nebulizzare, è importante seguire le indicazioni del medico e utilizzare un dispositivo compatibile con quella specifica formulazione.








